Battaglia dei Tre Monti sull’Altipiano di Asiago, 103mo anniversario

28 Gennaio 2021

Altipiano di Asiago, Monte Val Bella, Berti, Gallio, Battaglia dei Tre Monti, Prima Guerra Mondiale
Crateri lungo i pascoli di Cima Valbella, sull’Altipiano di Asiago.

È trascorso un anno dall’ultima visita sull’Altipiano di Asiago, erano le vacanze di Natale di un anno fa. Io e Camilla avevamo trascorso a Foza qualche giorno di vacanza e come già avevamo fatto altre volte, decidemmo di dedicare una giornata a scoprire alcuni dei luoghi della prima guerra mondiale, che sull’Altipiano di Asiago infuriò con una violenza che ha pochi paragoni.

La scelta cadde sui monti dove si combatté la Battaglia dei Tre Monti. Dal piccolo paese di Bertìgo, vicino a Gallio, uno dei Sette Comuni dell’Altipiano, ci siamo incamminati verso Cima Valbella, uno dei Tre Monti che danno nome alla Battaglia. Abbiamo risalito un bosco silenzioso, in completa solitudine. Dopo circa un’ora di tranquillo sentiero siamo arrivati sulla Cima, a circa 1300 metri di quota. Anche quì silenzio e solitudine.

Dalla cima la vista si è aperta a occidente verso la conca di Asiago e Gallio, verso tutte le altre direzioni era invece un succedersi di infiniti pendii boscosi. In lontananza l’unico altro paese visibile era Foza, circondata dalla numerose e minuscole contrade. In Cima alla montagna un cippo, ornato da lapidi scritte in lingue diverse: italiano, tedesco, francese. Monumenti a ricordo della Battaglia dei Tre Monti, combattuta tra quelle alture tra il 28 e il 31 gennaio 1918, esattamente 103 anni fa.

Sull’Altipiano di Asiago è dato per scontato il fatto che durante una qualsiasi camminata si incontreranno le tracce del primo conflitto mondiale. Essi raccontano qualcosa che oggi è incomprensibile, sacrifici e distruzioni che fortunatamente non possiamo più comprendere, ma che non dobbiamo dimenticare. Spesso però ce ne dimentichiamo e quando incontriamo quelle testimonianze le ignoriamo o facciamo finta di non vederle.

Quel giorno a Cima Valbella decisi che avrei ricordato quelle terribili giornate proprio il 28 Gennaio, quando nel 1918, in pieno inverno, cominciarono le azioni di quella che sarebbe stata nota come Battaglia dei Tre Monti. In una manciata di giorni persero la vita 10.000 uomini. La brigata che lasciò sul campo il maggior numero di caduti fu la Brigata Sassari, che da allora scelse il 28 Gennaio come proprio anniversario.

Per il nostro paese quella fu una battaglia importante perché dopo la disfatta di Caporetto e il successivo ripiegamento, la Battaglia dei Tre Monti segnò la prima vittoria offensiva per le truppe italiane. Da quel giorno la convinzione che gli austriaci non avrebbero sfondato le linee raggiungendo la pianura divenne più solida e cambiò forse le sorti del conflitto.

Questa battaglia è stata definita la più grande battaglia campale d’artiglieria combattuta nella prima Guerra Mondiale. Furono migliaia i tiri che in quei giorni squarciarono i corpi dei soldati e i fianchi delle montagne. Ancora oggi i pascoli che circondano i Tre Monti -Cima Valbella, Col del Rosso e Col d’Echele- sono tormentati dai crateri.

Tra quei monti da allora qualcosa è cambiato. Nel silenzio del bosco non risuonano più i soli rumori del vento o il canto degli uccelli, c’è una sfumatura nascosta e malinconica, difficile da percepire ma che impregna ogni cosa e che non lascerà più questi luoghi.

Sono trascorsi 103 anni da quei giorni in cui tanti persero tutto.

Bertigo - Asiago - Battaglia dei Tre Monti - Cima Valbella
Bertìgo e la conca di Asiago

2 thoughts on “Battaglia dei Tre Monti sull’Altipiano di Asiago, 103mo anniversario

  1. Bellissima rievocazione per giornate nelle quali migliaia di giovani dettero la vita per un ideale che oggi facciamo fatica a comprendere. Abito in zona e conosco bene quei posti, quelle montagne e quei boschi. Tutto disseminato di lapidi e cippi che meriterebbero di essere maggiormente valorizzati.

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